Recensioni
Matteo Ricci, un gesuita alla corte dei Ming
Michela Fontana
Arnoldo Mondatori Editore, Milano, aprile 2005
pp. 347, Euro 18,5
ISBN 88-04-53953-4
Il testo è la biografia di Matteo Ricci, gesuita maceratese vissuto per circa trent’anni in Cina
per evangelizzare le popolazioni autoctone. Matteo Ricci salpò dal porto di Lisbona il 23 marzo del 1578.
Attraversò i mari seguendo le rotte aperte dagli esploratori portoghesi, navigando in compagnia di marinai,
mercanti, soldati e avventurieri d’ogni sorta. Impiegò sei mesi per giungere sulle coste dell’India e alcuni
anni per arrivare in Cina. Una volta giunto nell’agognato Paese, e precisamente a Macao nel 1582, gli occorse
una ventina d’anni per poter giungere a Pechino, capitale dell’impero cinese. In tutti quegli anni Ricci
soggiornò in varie città, nelle quali con l’aiuto di altri gesuiti costruì case dove abitare e portò avanti
la sua opera di missionario. Per fare ciò si servì anche della scienza. Il gesuita sosteneva infatti che
la scienza fosse la via privilegiata per acquisire credibilità presso i dignitari locali. L’utilizzo di
strumenti scientifici (mappamondi, orologi meccanici, prismi di vetro) attirò su di lui la simpatia degli
abitanti, anche di quelli delle classi sociali più elevate; inoltre il suo rispetto per la cultura e per
le tradizioni locali, nonché il suo tentativo di adattarsi all’ambiente in cui si trovava a vivere, gli
valsero la considerazione dei cinesi e numerose concessioni. Ricci venne addirittura naturalizzato cinese:
diviene Li Madou, nome con il quale egli è tutt’oggi noto in quella nazione.
L’arrivo di Matteo Ricci in Cina ci interessa soprattutto perché costituisce l’episodio che dà il via agli scambi
culturali tra Occidente ed Oriente.
PUBBLICO A CUI È DIRETTO
Il testo è una biografia e come tale è destinato a tutti coloro che abbiano voglia di conoscere come le vicende storiche e le usanze della Cina del XVI secolo, gli sviluppi della matematica di quella stessa epoca storica si intreccino con la vita di un intellettuale che dovette confrontarsi con usi e tradizioni molto diverse dalle proprie.
COMMENTO PERSONALE
La biografia è accurata e trasmette molto bene l’atmosfera del tempo in cui Matteo Ricci visse. Ho trovato suggestive
le descrizioni dei luoghi visitati dal gesuita e delle peripezie che questi dovette affrontare per raggiungere l’agognata
capitale del regno cinese. Ciò che più rimane impresso leggendo questa completa e dettagliata descrizione del soggiorno
del missionario in Cina è l’immagine di Ricci come uomo rispettoso nei confronti di una cultura e di una tradizione molto
diversa dalla propria, sempre attento a non urtare la sensibilità della popolazione cinese e capace di adeguarsi agli usi
locali. Proprio grazie a questo rispetto egli riuscì a farsi accettare in un paese ostile nei confronti degli stranieri,
soprattutto di quelli con un credo religioso diverso da quello locale. Fu però grazie alla scienza, quella dei mappamondi,
delle carte geografiche e dei calendari astronomici, che egli riuscì ad avvicinare persone di tutte le classi sociali.
Possiamo considerare Ricci quindi anche un vero e proprio divulgatore scientifico – matematico. Infatti da laureata in
matematica mi ha colpito in particolare che egli si servisse della matematica per avvicinare le persone, mentre oggi
chi di mestiere si occupa di divulgare o insegnare la matematica sa che deve proprio fare il contrario: prima avvicinare
le persone e poi parlare di matematica!
L'AUTORE
Michela Fontana, giornalista, è autrice di Percorsi Calcolati (vedi recensione all’interno di questa sezione), che le è valso l’International Pirelli Award per la divulgazione scientifica. Dal 1999 al 2002 ha vissuto a Pechino.
IL RECENSORE
Ombretta Locatelli, laureata in matematica presso l’Università degli studi di Milano. Attualmente iscritta presso la SILSIS, Scuola Interuniversitaria Lombarda di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario - Sezione di Milano.